La formula magica per il dimagrimento? Non esiste

Chi ha già avuto esperienza di diete e piani alimentari lo sa bene: ogni dietologo o nutrizionista può suggerire metodi e approcci diversi. Nessuno, però, ha la formula magica ed ogni impostazione deve essere calibrata sulle caratteristiche e le esigenze della singola persona che entra nello studio.

Alcuni punti fermi, però, è giusto fissarli. Per me, i principi irrinunciabili sono questi:

1

Non contare le calorie

Può sembrare un’eresia, ma non conta quanto si mangia bensì cosa si mangia. Il quanto è deciso dalla fame: si mangia fino a saziarsi. Se però si mangiano i giusti alimenti, con i corretti nutrienti, si riesce a rendere la fame controllabile e quindi, di conseguenza si mangia anche meno. Le calorie, quindi, non possono e non devono essere una schiavitù. Stare lì con la calcolatrice e con il bilancino per soppesare ogni grammo non è utile. L’unica categoria di persone a cui questo discorso non può essere applicato sono gli sportivi, loro sì che devono contarle bene le calorie.

2

Non utilizzare il cibo come fosse un farmaco

Non c’è dubbio che i cibi abbiano effetti sulla salute complessiva e che alimentarsi correttamente significhi prendersi cura del proprio corpo. Questo, però, non deve condurre all’eccesso opposto, cioè ad utilizzare gli alimenti come fossero dei farmaci. Piuttosto, bisogna preoccuparsi della dieta nel suo complesso.

3

Minimizzare l’uso di integratori e pasti sostitutivi

La dieta, se la intendiamo nella sua accezione migliore, cioè come stile di vita e non come sforzo per dimagrire, non deve essere fatta di privazioni. Deve essere il più naturale e piacevole possibile. Gli integratori devono essere utilizzati solo quando strettamente necessari, soprattutto in presenza di pazienti con carenze specifiche. I pasti sostitutivi, invece, possono essere tranquillamente evitati.

Io uso spesso la dieta chetogenica come proposta di alimentazione per i miei pazienti. Se vuoi approfondire l’argomento puoi trovare qui le informazioni principali.

La visita dal nutrizionista, cosa devo aspettarmi?

Recarsi da un biologo nutrizionista per la prima volta significa decidere di iniziare un percorso. Un “viaggio” fatto di diverse tappe e lungo il quale verranno utilizzati strumenti specifici.

La prima visita

La prima visita con il nutrizionista è fondamentale. Per prima cosa, serve a conoscere il paziente, a capirne le esigenze, le abitudini alimentari, le caratteristiche fisiche. Inoltre, si fanno i primi test e si prendono le prime misurazioni.
Ad una prima visita dal nutrizionista è consigliabile portare:

  • Analisi del sangue
  • Analisi delle urine
  • Documentazione medica specialistica
  • Elenco dei farmaci assunti

Personalmente, durante la prima visita, di solito, effettuo:

  • Anamnesi approfondita, con particolare attenzione ai soggetti che seguono terapie farmacologiche;
  • Analisi bioimpedenziometrica per la determinazione della composizione corporea e stato idrico;
  • Analisi stratigrafica per la misurazione accurata dei muscoli (in millimetri) nei soggetti sportivi.

Gli strumenti utilizzati

Il Body Scanner Fit 3D è uno strumento di ultima generazione che consente di realizzare un’avanzata analisi della composizione corporea. Grazie all’elaborazione di un’immagine tridimensionale del corpo, il macchinario permette di vedere, valutare e correggere tutti i minimi difetti e monitorare l’andamento con una precisione del 100%. Una vera eccellenza, ideata e prodotto negli Stati uniti, di cui in Italia sono presenti pochi esemplari (tra cui quello utilizzato dalla squadra dell’Inter).

BIA 101 New Edition
La bioipedenziometria permette di valutare la composizione corporea, quindi la distribuzione tra massa magra e massa grassa e la presenza totale di acqua. Questo significa poter conoscere lo stato di nutrizione e idratazione.

Hosand
L’adipometro è un ecografo che consente di effettuare una scansione bidimensionale delle aree anatomiche, per valutare le caratteristiche strutturali e morfologiche degli strati adiposi (sia superficiali che profondi) e muscolari.

Le lastre termografiche, realizzate in cristalli liquidi microincapsulati, sono utili per rilevare e studiare la cellulite eventualmente presente. L’applicazione è rapida, basta farle aderire per pochi secondi alla parte interessata e le lastre si colorano con diverse gradazioni che rivelano le differenti temperature della pelle. Questo consente di capire lo stato del microcircolo.

I controlli periodici

I controlli periodici vengono effettuati ogni tre settimane. Sono fondamentali per monitorare i progressi, verificare cosa va e cosa non va nel piano alimentare e, se serve, correggere la pianificazione.

Per informazioni o prenotare una visita puoi usare i numeri telefonici che trovi nella pagina contatti o il form qui sotto