Alcune tipologie di formaggi e latticini sono un buon cibo da inserire nel piano alimentare di una dieta chetogenica, perché ricche di grassi e poveri di carboidrati. Bisogna però fare attenzione alla qualità dei formaggi che si acquistano e alla quantità che se ne consuma ogni settimana.

Una delle caratteristiche più sorprendenti della dieta chetogenica è la sua capacità di ribaltare convinzioni e convenzioni alimentari molto radicate e altrettanto fuorvianti. Un esempio di questo carattere rivoluzionario è senza dubbio rappresentato dal ruolo dei formaggi. Nella maggior parte delle diete, infatti, i formaggi sono banditi totalmente o quasi, perché ricchi di grassi. La chetogenica, però, è un regime alimentare che si basa proprio sull’elevato apporto di grassi, che va a compensare un ridotto (quasi nullo) introito di carboidrati. Quindi i formaggi e i latticini, in linea di massima, sono ben accetti. Non bisogna però assolutizzare questa affermazione. Anzi, è bene circoscriverne attentamente i confini, cercando di capire fino a che punto il formaggio può essere considerato un cibo chetogenico e soprattutto di quale formaggio si parla e in che quantità. Vediamo tutto, un passo alla volta.

Ecco perché i grassi fanno dimagrire e i carboidrati fanno ingrassare

I formaggi e i latticini sono un alimento chetogenico?

Dal punto di vista nutrizionale, tutte le varie tipologie di formaggio sono accomunate da:

  • scarsa presenza di carboidrati;
  • buon apporto di proteine nobili;
  • ottimo apporto grassi;
  • ricchezza di minerali;
  • ricchezza di acidi grassi essenziali.

Tutte queste caratteristiche li rendono degli alimenti idonei a essere consumati da chi ha scelto di seguire un regime alimentare chetogenico.

Quale (e quanto) formaggio per la dieta chetogenica

A questo punto, però, è lecito chiedersi se nel vasto mondo dei formaggi e dei latticini (di cui esistono davvero infinite varietà) ce ne sono alcuni più “keto” di altri. La risposta è affermativa e nell’elenco di quelli più adatti all’alimentazione chetogenica figurano: parmigiano, pecorino, gorgonzola, brie, camembert, cheddar. Meno consigliati, invece, ricotta e mozzarella, perché il quantitativo di carboidrati che contengono è maggiore.

È necessario, però, fare un passaggio ulteriore, per capire se questa possibilità di consumo dei formaggi in chetogenica ha dei limiti. Qui vengono in rilievo due elementi fondamentali: la qualità e la quantità di formaggio che si mangia. Dal primo punto di vista, è essenziale acquistare formaggi di qualità e non di produzione industriale, perché sono quelli più sani e nutrienti. Per quanto riguarda la quantità, invece, l’ideale è non superare i 300 grammi a settimana. Con i formaggi, infatti, il rischio di eccedere è sempre dietro l’angolo e questo può causare un’uscita dalla chetosi.  Un discorso a parte, poi, lo meritano coloro che soffrono di ipotiroidismo o insulino-resistenza. In presenza di queste patologie, infatti, è bene fare ancora più attenzione al contenimento del consumo di formaggi.

Leggi di più su dieta chetogenica e tiroide

Formaggi, fame emotiva e dipendenza da cibo

Il limite alla quantità di formaggi e latticini che si possono consumare in dieta chetogenica è strettamente legato alla questione della fame emotiva e della dipendenza da cibo. Il formaggio, infatti, è un alimento ad alta densità energetica: in un quantitativo minimo sono contenute molte calorie. Questa categoria di cibi è tra quelle che più facilmente causano dipendenza. Inoltre, all’interno dei formaggi ci sono le cosiddette caseomorfine, delle molecole che hanno una struttura simile a quella della morfina e che sono in grado di attivare gli stessi meccanismi di piacere e ricompensa. Ecco perché è così facile esagerare con i formaggi: non li si mangia perché si ha davvero fame ma per appagare un forte desiderio irrazionale. Imparare a razionarli nella propria alimentazione è la chiave per non perdere il controllo.

Soffri di fame notturna? Scopri come uscirne

 

Leggi anche gli approfondimenti dedicati a: