Dimagrire mangiando grassi? Incredibile ma vero, con la dieta chetogenica

Bruciare i grassi mangiando grassi. È questo il principio che sta alla base della dieta chetogenica e che smentisce la diffusa idea che una dieta, per funzionare, debba essere praticamente priva di grassi. Quindi dimagrire mangiando grassi è possibile e la ragione sta in un processo fisiologico che si attiva nel corpo umano, chiamato chetosi. 

Di solito, quando ci si mette a dieta, soprattutto se si procede con soluzioni “fai da te” (sempre sconsigliabili), il primo obiettivo che si persegue è la drastica riduzione dei grassi. L’idea comune, infatti, è che per dimagrire, cioè per perdere grassi, bisogna evitare di mangiare cibi che ne contengano. La chetogenica, invece, è un regime alimentare che si basa su un principio diametralmente opposto: per bruciare grassi bisogna mangiare grassi. Detto in altre parole: i grassi fanno dimagrire. Ovviamente, questa affermazione non va presa come valore assoluto e soprattutto va contestualizzata nel quadro di un piano alimentare redatto da uno specialista in nutrizione. Non si tratta, però, di una convinzione strampalata campata in aria ma di una precisa evidenza scientifica.

Mangiare grassi per bruciare grassi: la chetosi

 La chiave di tutto è la chetosi (su cui è possibile leggere qui un approfondimento), cioè quel meccanismo fisiologico grazie al quale il corpo umano brucia i grassi per produrre l’energia che gli serve (trasformandoli in acidi grassi e poi in chetoni). La chetosi non è una condizione normale per l’organismo, perché di solito ad essere utilizzati per avere energia sono gli zuccheri. Quando però questi ultimi scarseggiano, il corpo è costretto ad aggredire le riserve di grasso. La dieta chetogenica si pone come obiettivo proprio la creazione di questa situazione di scarsità di zuccheri. In che modo? Minimizzando il consumo di carboidrati, che ne sono la fonte principale nell’alimentazione. In keto diet, infatti, sono consentiti solo 20 grammi di carboidrati netti al giorno (ecco perché è annoverabile tra le diete low carb). Questo drastico abbassamento degli zuccheri disponibili spinge l’organismo ad entrare in chetosi nel giro di poco tempo, ed è così che le riserve di grasso vengono attaccate. Per questo motivo, una dieta chetogenica ben fatta non porta solo a una riduzione del peso ma a una vera e propria ricomposizione corporea, con una diminuzione della percentuale di massa grassa e un aumento di quella di massa magra. Oltre alla chetosi, però, ci sono anche almeno altre due motivazioni che rendono i grassi degli ottimi alleati di chi sta a dieta. La prima ha a che fare con il loro sapore: nella maggior parte dei casi, i cibi che contengono grassi sono gustosi, hanno sapore e ne danno agli altri alimenti. In secondo luogo, i grassi saziano, quindi aiutano a contrastare il senso di fame.

Dimagrire con i grassi: sì, ma quali?

A questo punto, è lecito chiedersi quali siano i grassi che realizzando questo effetto “dimagrante”. La risposta è semplice: in chetogenica tutti i grassi sono consentiti, compresi quelli che normalmente godono di una brutta (e ingiustificata) fama, come il burro. Alcuni, come l’olio di oliva e quello di cocco si prestano molto bene per la cottura dei cibi o per il loro condimento. Al contrario, bisognerebbe invece evitare l’utilizzo di grassi di semi raffinati e margarine. C’è poi una lunga lista di alimenti ad alto contenuto di grassi, che d solito le diete bandiscono e che invece la chetogenica permette di consumare: uova, formaggi, carne di maiale, eccetera. Insomma, la dieta chetogenica non manca certo di piacere.

La chetogenica a tavola: alimenti consentiti e vietati


Ketoflu in 3 domande: tutto quello che c’è da sapere sull’influenza chetogenica

La ketoflu, o influenza chetogenica, è un insieme di sintomi associato all’inizio della ketodiet e del processo di chetosi. Si tratta di disturbi fastidiosi ma non preoccupanti, che possono essere annoverati tra gli effetti collaterali di un’alimentazione chetogenica. Nulla di grave, ma che si può contrastare con qualche semplice rimedio. 

Per la maggior parte delle persone, scegliere di iniziare un’alimentazione chetogenica significa affrontare una trasformazione davvero radicale nel proprio modo di mangiare. Culturalmente, infatti, viviamo immersi in un contesto che dà grande peso ai carboidrati. Basta pensare a quanta pasta e quanto pane finiscono quotidianamente sulle tavole di milioni di italiani. La ketodiet, invece, essendo una dieta rigorosamente low carb, richiede il drastico abbassamento di questo consumo, addirittura fino ad un massimo di 20 grammi di carboidrati netti assunti in un giorno. Questo passaggio impone al corpo un cambiamento nella scelta della fonte di energia utilizzata: non più gli zuccheri ma i grassi (chetosi). Un cambio che, però, richiede anche adattamento e può non essere completamente asintomatico.

I vantaggi di una dieta low carb

Cos’è la ketoflu?

Il termine ketoflu, traducibile in italiano come influenza chetogenica, indica proprio quell’insieme di disturbi che il fisico avverte quando entra in chetosi. I principali sintomi di questo malessere sono:

  • stanchezza generalizzata;
  • stitichezza (alternata a episodi di diarrea);
  • crampi muscolari;
  • mal di testa;
  • mal di ossa.

Gli effetti collaterali della dieta chetogenica

L’influenza da chetosi è pericolosa?

Ovviamente, quelli elencati non sono sintomi piacevoli. Allo stesso tempo, però, è bene specificare che la ketoflu non è affatto pericolosa. Tra l’altro, tali disturbi si manifestano solamente in una persona su tre e generalmente si tratta di donne o uomini fuori forma fisica o metabolica, molto sedentari, in condizione di sovrappeso o di obesità, o che hanno alle spalle un trascorso di diete ipocaloriche. Inoltre, questi fastidi non si verificano mai tutti insieme e sono comunque destinati a sparire nell’arco di 4 o 5 giorni. Il tema dell’influenza chetogenica, quindi, non deve destare preoccupazione in chi decide di intraprendere questo percorso alimentare e non costituisce un ostacolo. 

Come combattere l’influenza chetogenica?

Pur non essendo gravi, i sintomi della ketoflu non sono piacevoli. Quindi, è lecito chiedersi se sia possibile fare qualcosa per evitare che si manifestino. Purtroppo no, almeno in termini di prevenzione. Infatti, non si può sapere in anticipo se l’organismo reagirà con fastidio alla chetosi e con quale intensità. Ci sono, però, degli accorgimenti che possono ridurre l’impatto. In primo luogo, durante i primi giorni di ketodiet è consigliabile stare a riposo ed evitare di fare sport. Per contrastare gli abbassamenti di pressione, poi, si può abbondare un po’ con il sale da cucina (ma non se si è ipertesi o cardiopatici) oppure preparandosi del buon brodo di carne (che reintegra i liquidi persi con l’eccesso di diuresi, tipico della chetosi). Allo stesso scopo, risulta utile bere molta acqua. Contro i crampi, invece, si rivela molto efficace l’avocado, ricco di magnesio. In generale, però, la regola d’oro è sempre una: non intraprendere mai una dieta chetogenica da soli ma sempre con la consulenza di un nutrizionista. 

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