Perdere peso in modo sano, 5 consigli per riuscirci

Dimagrire in modo sano deve essere il primo obiettivo di chi vuole perdere peso. Un dimagrimento naturale, infatti, è garanzia di risultati a lungo termine e di benessere psicofisico. Per riuscirci, è importante affidarsi a un nutrizionista esperto e seguire pochi ma fondamentali consigli.

La maggior parte di coloro che si rivolgono a un nutrizionista ed iniziano un percorso di dieta vogliono perdere peso. Un obiettivo sicuramente sensato, perché avere addosso dei chili in eccesso, al di là delle valutazioni estetiche, può creare problemi di salute. È importante, però, che questa perdita di peso avvenga in modo sano e naturale, per poter godere di benefici a lungo termine. Ma cosa significa dimagrire in modo sano? E come ci si riesce? Ora lo vediamo.

Cosa vuol dire dimagrire in modo sano?

Iniziamo con il fissare alcuni punti chiave che rendono salutare il dimagrimento. Per prima cosa, una perdita di peso sana è quella che avviene sulla base di obiettivi realistici, soprattutto sotto il profilo del tempo impiegato. Puntare a perdere molto peso in poco tempo, infatti, significa affidarsi a diete eccessivamente drastiche, che possono anche causare carenze nutrizionali e quindi danni all’organismo. Senza contare l’altissimo rischio che i chilogrammi eliminati tornino con gli interessi non appena si interrompe il rigido piano alimentare. Decisamente meglio, invece, concedersi tempo per arrivare gradualmente al traguardo. Il percorso sarà più sostenibile, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, e i risultati saranno duraturi. Inoltre, è bene ricordare che dimagrire in modo sano significa perdere massa grassa e non massa magra. Una dieta, se ben fatta, deve portare ad ottenere la cosiddetta ricomposizione corporea, cioè un riequilibrio del rapporto tra grasso e muscolo.

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10 consigli per perdere peso in modo sano e naturale

Dimagrire in modo sano non è difficile come potrebbe sembrare. Anzi, una dieta sana, proprio perché non eccessivamente aggressiva, è spesso più facile da accettare psicologicamente. Ovviamente, la cosa migliore è rivolgersi a un nutrizionista, che è il professionista competente per stilare un piano alimentare equilibrato e su misura. Ci sono poi alcuni buoni consigli che possono essere seguiti, ispirati ai principi della dieta chetogenica.

  1. Diminuire i carboidrati. La keto diet ne prevede solo 20 grammi in tutta la giornata (al netto delle fibre). All’inizio può essere difficile, ma ben presto si smette di sentirne il bisogno e anche la fame diventa più controllabile.
  2. Non aver paura dei grassi. Mangiare grassi aiuta a bruciare grassi, è questo il principio su cui si basa la chetogenica. 
  3. Cucinare cibo vero. La dieta fatta con pasti sostitutivi non è una buona idea. Uno dei motivi è che finisce per togliere il gusto e il piacere del cibo, che invece è fondamentale conservare. Anche a dieta si possono consumare piatti appetitosi, ci sono moltissime ricette chetogeniche davvero golose.
  4. Fare attività fisica. Non serve allenarsi pesantemente tutti i giorni, l’importante è mantenersi in attività in modo regolare.
  5. Riposare adeguatamente. Non bisognerebbe mai dimenticare che dormire bene e per un giusto quantitativo di ore (circa 7) è fondamentale per il benessere psico-fisico.

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Dieta chetogenica con pasti sostitutivi o bustine? Non è una buona idea

La dieta chetogenica con pasti sostitutivi e integratori in bustine è molto diffusa. Barrette e prodotti simili, infatti, semplificano il lavoro di chi vuole mettersi a dieta, e danno l’impressione di tenere tutto sotto controllo. Ma funzionano davvero? È meglio una chetogenica con pasti sostitutivi e bustine di una keto diet con alimenti veri?

Negli ultimi anni la dieta chetogenica ha conosciuto una crescente popolarità, come dimostrano le migliaia di pagine online che le vengono dedicate. Questa fama ha comportato da una parte la nascita di molti falsi miti senza fondamento scientifico destinati a screditarla, dall’altra il proliferare di soluzioni magiche che propongono una keto diet senza sforzi con risultati miracolosi. Il rischio di questi opposti estremismi è che si perda di vista ciò che la chetogenica è veramente, cioè un regime alimentare molto efficace e salutare, ma che deve essere impostato da un nutrizionista esperto e che bisogna seguire in modo intelligente. Pazienza e costanza sono le vere alleate di chi vuole perdere peso, modellare il proprio corpo e garantirsi un benessere duraturo. Ecco perché è consigliabile sempre scegliere approcci low carb che prevedano il consumo di cibo “vero”, piuttosto che proposte di chetogenica con pasti sostitutivi o con bustine, di cui ora parleremo meglio.

Dieta chetogenica con pasti sostitutivi

L’abitudine di affrontare una dieta sfruttando i pasti sostitutivi è piuttosto comune e non riguarda solo la keto diet. I pasti sostitutivi, infatti, risultano molto comodi, soprattutto per chi non ha dimestichezza con la cucina o ha poco tempo da dedicargli. È molto più semplice infilare in borsa una barretta proteica invece che preparare un pranzo veloce da consumare in ufficio. D’altra parte, i pasti sostitutivi facilitano (o danno l’impressione di farlo) il lavoro mentale che bisogna fare per immaginare un pasto bilanciato secondo i dettami dell’alimentazione chetogenica. Mando giù un bel budino preconfezionato e mi sento sicuro di avere assunto esattamente i nutrienti previsti dal mio piano alimentare. 

Dieta chetogenica con bustine

Discorsi analoghi valgono anche per le bustine, che in un certo senso rappresentano l’estremizzazione di questa semplificazione. Le bustine di integratori per la chetogenica, infatti, sono delle polverine da sciogliere in acqua che hanno lo scopo di fornire una miscela amminoacidica equilibrata capace di indurre e rafforzare il processo di chetosi. Questo tipo di approccio si sposa spesso con proposte come quella della dieta chetogenica dei 21 giorni, cioè con programmi dimagranti che fanno della velocità di perdita del peso il loro punto di forza. 

Alimenti vietati e concessi nella keto diet

La keto diet con cibo “vero”

Alla luce di quanto detto, è possibile provare a rispondere ad una domanda più che lecita: la dieta chetogenica fatta utilizzando pasti sostitutivi o bustine di integratori è migliore o peggiore della keto diet che non si avvale di questi supporti? Condannare in modo assoluto questi approcci è sbagliato, soprattutto quando correttamente impostati da un nutrizionista. Che possano dare risultati soddisfacenti è vero, così come è vero che possono semplificare la vita di chi sceglie con fatica di mettersi a dieta. È altrettanto innegabile, però, che pasti sostitutivi e bustine portino con sé delle controindicazioni che li rendono comunque una soluzione non ottimale.

In primo luogo, è necessario sottolineare che affidarsi a questi supporti porta generalmente a impostare una dieta chetogenica ipocalorica e iperproteica (quindi non proprio una keto diet rigorosa, che dovrebbe invece essere iperlipidica e normoproteica). Questi due elementi insieme hanno l’effetto di rallentare il metabolismo e questo rende molto concreto il rischio di recuperare i chili persi (anche con gli interessi) non appena si interrompe la dieta.

C’è poi da tenere in considerazione l’aspetto legato al gusto. Barrette e prodotti affini hanno spesso sapori molto forti, che per alcuni risultano addirittura nauseanti. Difficile immaginare di consumarle per lungo tempo senza stancarsi. O senza assuefare il proprio palato ad un’alimentazione piatta e monotona. Senza contare il fatto che sono anche prodotti piuttosto costosi.

Da un punto di vista medico e nutrizionale, però, il vero difetto della chetogenica con bustine o pasti sostitutivi è un altro: la totale rinuncia ad un approccio che favorisca una reale educazione alimentare. Ciò che fa la differenza quando si inizia una dieta è la capacità di cambiare mentalità, di scoprire un nuovo rapporto con il cibo e con la cucina. Significa imparare a fare la spesa, a scegliere le pietanze, ad assemblare gli ingredienti. Un lavoro culturale profondo che è ciò che resta per sempre, anche dopo che si è interrotto il piano alimentare. Tutto ciò viene a mancare se ci si abitua a soluzioni “sintetiche” per sostituire gli alimenti “veri”.

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